Come operiamo
Le associazioni (Progetto Prijedor, Tavolo Trentino con Kraljevo e Trentino con il Kossovo) lavorano sulla base della metodologia di lavoro della cooperazione di comunità, che, sebbene non pienamente formalizzata ha ormai una strumentazione sperimentata e il cui valore è riconosciuto a livello internazionale. Le recenti Linee guida del Ministero degli Affari Esteri italiano ricordano al proposito che “l’importanza del partenariato tra tutti gli attori dello sviluppo [...] è richiamata dal Piano d’Azione di Accra e dal Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. La promozione di partenariati territoriali strategici da parte dell’UE e dell’Italia risponde a tale esigenza” (Linee guida per la cooperazione decentrata, Ministero Affari Esteri, marzo 2010). Nello specifico esiste un iter consolidato che si segue per attivare relazioni di cooperazione decentrata e diplomazia parallela con le istituzioni e la società civile balcanica, attraverso questi passi:
- individuazione dei soggetti collettivi interessanti (attivi rispetto al perseguimento di un miglioramento del tessuto socio-politico-economico e/o rispetto alla trasformazione delle tensioni tra i vari gruppi) e potenzialmente interessati ad allacciare rapporti con la comunità trentina, in particolare con soggetti a loro simili;
- contatto in Trentino dei soggetti potenzialmente interessati ad instaurare una relazione con soggetti balcanici e in particolare rispetto alle aree di intervento;
- approfondimento con i soggetti (trentini e balcanici) interessati ad instaurare relazioni reciproche il significato e le motivazioni dell’eventuale relazione, elaborando in tal senso una sorta di progetto;
- promozione di una relazione attraverso visite di scambio tra Trentino e Balcani, che in seguito potranno portare ad un rapporto progettuale condiviso.
Vi è poi un'attenzione metodologica propria dell'esperienza delle associazioni proponenti, ed è quella di porre al centro del proprio intervento il processo di elaborazione e trasformazione del conflitto che ha coinvolto e tuttora coinvolge le comunità locali con cui si collabora. Nonostante la distanza temporale dai fatti bellici che hanno coinvolto i Balcani negli anni Novanta, o forse proprio grazie ad essa, l'approccio all'elaborazione e trasformazione del conflitto risulta quanto mai determinante oggi per un'evoluzione positiva di quelle comunità. Si tratta di un'attenzione a cui viene dedicata una specifica area di lavoro, ma che va poi trasversalmente riportata in tutti gli interventi sul campo a prescindere dal loro contenuto tematico. E a distanza di alcuni anni dai fatti bellici, risulta ancora più importante farlo per contrastare il tabù del silenzio o la memorialistica ufficiale di parte che ha avvolto tali eventi.
Collaborazione con altri organismi
Le associazioni proponenti intendono favorire la collaborazione del programma trentino con ONG e organizzazioni italiane e internazionali, laddove sia di interesse e utilità per il perseguimento degli obiettivi del programma stesso. Rientra in questa logica per esempio il partenariato SEENET2 con numerose Regioni italiane e loro partner tecnici. Collaborazione con l’Osservatorio Balcani e Caucaso: in tal senso i coordinamenti nei Balcani e in Italia contribuiranno al lavoro di raccolta ed organizzazione di informazioni e conoscenza svolto da OBC, attraverso la fornitura allo stesso di informazioni e conoscenze acquisite durante lo svolgimento delle loro specifiche attività.
Relazioni con ONG e organizzazioni italiane ed internazionali
Le associazioni proponenti intendono:
- continuare l’opera di relazione, consultazione e confronto con altre ONG in maniera informale, partecipando a tavoli di coordinamento, riunioni delle Unità Tecniche Locali del MAE o riunioni bilaterali
- favorire partenariati anche formali in progetti presentati a finanziatori internazionali nei settori di operatività di interesse, in modo da rafforzare i progetti esistenti. Si segnala a tal proposti l'avvio nel 2010 a Prijedor e Peja/Pec di un progetto europeo con capofila l'ONG ARCS di Roma, mentre è in fase di studio una partnership in campo ambientale con l'ONG COSV a Peja/Pec
- proseguire nel percorso di apertura di una ADL a Peja/Pec, e rilanciare i legami con i partner di quelle esistenti a Prijedor e nel Centro-Sud Serbia, all'interno della rete ALDA (Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale)
- collaborare con persone, gruppi, enti pubblici e privati, enti locali e istituti universitari per lo svolgimento dei suddetti indirizzi operativi.
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