
Consapevoli di trattare tematiche difficili e delicate, riteniamo che l’area Conflitto Dialogo e Memorie rappresenti un settore fondamentale e imprescindibile per la ricostruzione sociale e civile delle società dei Balcani. Verificata ormai una stabilità sostanziale sul piano della sicurezza nei rapporti tra le comunità, si confermano e per certi versi aggravano le spaccature nella memoria collettiva e personale.
Nell'ambito di un programma comune tra le tre associazioni, l’area Conflitto Dialogo e Memorie si presta più che mai, per principi fondanti e per prospettive future, ad un approccio trasversale proprio perché basato sul confronto e sul dialogo, ponendosi come livello successivo risultante dai lavori già svolti nei differenti territori a livello locale. Un programma comune inteso sia come modalità di confronto continuo sulle differenti esperienze e sulle differenti storie, ma anche come modalità di riflessione e approccio ad un livello che non è più soltanto locale ma che aspira al regionale. Nello spazio, così come nel tempo, la distanza ci offre un'opportunità richiedendo al contempo uno sguardo più ampio sulle cose, ed un approccio regionale e di medio periodo diventa quindi fattore imprescindibile per il proseguimento di questo lavoro.
Due sono le modalità di approccio che vanno così ad integrarsi: attività di riflessione e partecipazione svolte con piccoli gruppi sempre più rivolte all’esterno ed attività di collaborazione con istituzioni locali volte al coinvolgimento della cittadinanza e alla condivisione di un percorso di riflessione a livello di comunità. Nonostante i territori siano partiti da livelli diversi, per storia, esperienza e specificità locali, il lavoro svolto in confronto continuo e reciproco tra le tre esperienze ha chiaramente dimostrato l'importanza di proseguire nella ricerca e nel supporto di azioni e riflessioni comuni. Se l’obbiettivo di medio periodo dell’anno scorso era la condivisione delle diverse esperienze, anche nella diversità dei livelli di approfondimento, l’obbiettivo di quest’anno è individuare e rafforzare un modus operandi comune in grado di approfondire la riflessione e l’azione nell’ambito della memoria, dell’elaborazione e della trasformazione del conflitto in un contesto regionale ex-jugoslavo.Si prevede dunque di realizzare nuovi momenti di incontro e scambio con partecipanti provenienti da tutti i territori coinvolti, e di proseguire nei progetti congiunti sulle memorie dei migranti, sui simboli culturali e con gli studenti delle scuole. Saranno programmate in ciascuna città iniziative pubbliche di promozione della discussione e del dialogo a partire da documenti video, presentazione di libri, esposizioni fotografiche e testimonianze. Un tema particolare che sarà approfondito, dopo un primo momento di avvicinamento a fine 2010, è quello degli sfollati/rifugiati kossovari presenti a Kraljevo.

Per quanto riguarda le attività specifiche sul territorio di Peja/Pec, sarà data attenzione a proseguire i rapporti con i gruppi di giovani di Pristina e Gracanica, avviati dai volontari di Operazione Colomba. Si cercherà in particolare di inserire i due gruppi nelle attività programmate dall'équipe conflitto, compatibilmente con la distanza che li separa da Peja/Pec.
Obiettivo generale
Favorire occasioni di incontro e dialogo costruttivo, migliorando le relazioni e la convivenza tra le comunità attraverso una riflessione condivisa su passato, presente e futuro in un'ottica di elaborazione e trasformazione del conflitto.
Obiettivi specifici
1. Realizzare occasioni di incontro e dialogo costruttivo sulla memoria del passato nei tre territori coinvolti, allargando il gruppo di persone già formatosi
2. Incentivare il passaggio dal lavoro per piccoli gruppi ad azioni più pubbliche e visibili, con il coinvolgimento delle istituzioni locali
3. Creare canali e piattaforme di confronto e ricerca sull’attualità, sulla storia e sulla memoria con gruppi e comunità a livello locale, regionale e con il Trentino
4. Sensibilizzare alla dimensione di trasformazione del conflitto in tutte le aree di intervento dei Tavoli.















