Storia
La cooperazione di comunità dell’associazione Progetto Prijedor 1997-2009
La presenza trentina a Prijedor comincia già all’indomani della firma degli accordi di pace di Dayton, nel febbraio 1996 quando alcuni volontari della Casa della pace di Trento decisero di recarsi in uno dei luoghi identificati come città della pulizia etnica. Da allora sono cambiate molte cose, l’associazione si è ingrandita, specializzata, ma ha mantenuto il suo spirito dei primi tempi: un approccio alla solidarietà verso tutta la popolazione civile della Bosnia Erzegovina, ivi compresa della Republika Srpska, e una costante attenzione alla relazione di comunità.
Inizialmente incentrata sull’azione umanitaria, l’azione dell’APP si è sviluppata sempre più sullo scambio reciproco in un’ottica, non di puro assistenzialismo o di paternalismo, ma di dialogo e confronto con società (quella bosniaca e quella italiana) in continuo cambiamento e sempre più in relazione l’una con l’altra.
Nel corso degli anni il contesto di Prijedor è cambiato, moltissime persone delle comunità musulmana e croata sono tornate, le case sono state ricostruite, il centro storico rinnovato, alcune industrie hanno ricominciato a funzionare, ma la ricostruzione materiale e il miglioramento delle condizioni sociali porta con sé anche numerose contraddizioni e fragilità. Tale “normalizzazione” può diventare quindi anche uno specchietto per le allodole e impedirci di comprendere che la destrutturazione dovuta agli eventi bellici è molto più profonda di una nuova moschea o viale cittadino. Si tratta, ad esempio, di comprendere le difficoltà delle nuove generazioni cresciute in contesti separati intrisi di odio e rancore, senza aver mai conosciuto la convivenza pacifica dei genitori.
L’apertura dell’Agenzia della Democrazia Locale nel 2000 ha rappresentato un passaggio fondamentale sia nella decisione di dare il proprio contributo in maniera decisiva e a lungo termine, sia nella scelta di non evitare il confronto con le istituzioni locali. La nascita dell’ADL ha voluto dire innanzitutto avere un contatto diretto e costante con Prijedor, approfondendone la conoscenza e aumentando la fiducia reciproca. L’ADL vuole essere un ufficio aperto a tutte le forze positive del territorio finalizzato alla ricerca della partecipazione, della convivenza e della democrazia dal basso. In quest’ottica, l’APP ha avviato numerosi nuovi progetti in particolare incentrati sull’idea che il ritorno dei profughi non significasse in automatico il ritorno alla convivenza e all’integrazione. A tale scopo si sono aperte numerose attività nell’ambito della memoria e della riconciliazione, con il Forum civico e il Museo “Kozara”, nell’area sviluppo locale, sostenendo le PMI lo sviluppo delle risorse locali per rendere sostenibile il ritorno, nell’ambito giovanile, perché le nuove generazioni scegliessero di restare, con la Scuola di pace e i numerosi campi e scambi giovanili con l’Italia. Ogni attività coinvolge numerosi partner sia in Trentino che a Prijedor e l’aspirazione dell’APP è che queste relazioni diventino sempre più autonome e che l’ADL funga esclusivamente da vettore di comunicazione, analisi e ricerca di partner e nuove attività.
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