31 MAGGIO 2018 – GIORNATA DELLE FASCE BIANCHE

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“Perché ci riguarda”

Giovedì 31 maggio, alle 17.30, a Trento, manifesteremo per tutto questo. Lo faremo indossando delle fasce bianche, così come faranno quel giorno e più o meno a quell’ora a Prijedor, città della Repubblica Srpska – l’ entità serba della Bosnia Erzegovina – e in altre 60 città del mondo.

Sarà una manifestazione per ricordare una pace che non c’è ancora, quella in Bosnia. Sarà una manifestazione per ricordare le troppe volte in cui una guerra è terminata, senza però portare la pace. Sarà una manifestazione per ricordare che l’assenza di pace “Ci riguarda” sempre, perché dove non c’è pace non ci sono diritti, giustizia, equità economica, democrazia.

Siamo qui per sostenere iniziative come questa, eroici contributi da parte di giovani attivisti che credono ancora nel futuro del proprio paese e lavorano quotidianamente in Bosnia ed Erzegovina, come in Kosovo, a Cipro e in molte altre parti del mondo per favorire una società più coesa dove le diversità diventano ricchezza e non motivo di conflitto.

Per capire la ragione, dobbiamo conoscere una storia. Il 31 maggio del 2012 un ragazzo giovane, Emir Hodžić, si legò al braccio una fascia bianca e si mise solo, in piedi, nella piazza del municipio. Non disse nulla. Rimase zitto. Voleva protestare contro l’assordante silenzio delle autorità di Prijedor. Voleva si condividesse il ricordo di quello che era accaduto vent’anni prima, il 31 maggio 1992. Quel giorno, a Prijedor, era arrivato l’odio. Le autorità serbe di Prijedor obbligarono tutti i cittadini non-serbi a mettere uno straccio o un lenzuolo bianco alle finestre di casa. Inoltre, per essere riconoscibili anche fuori, in strada, furono obbligati a mettere una fascia bianca al braccio. Così, iniziò la tragedia. In pochi mesi 31.000 civili di Prijedor, tutti rigorosamente non serbo–ortodossi vennero rinchiusi nei lager.  53.000 persone furono vittime di persecuzione e deportazione.  Quelli uccisi furono 3.173.  102 erano bambini.

Oggi la guerra è formalmente finita in Bosnia Erzegovina. Non si spara più, ma sono ancora i segnali di riconciliazione.  Lo stesso accade in Kosovo, a Cipro, nella Repubblica Democratica del Congo, in Rwanda: guerre finite che non conoscono la pace.

Le fasce bianche di Prijedor, ci aiuteranno a ricordare tutto questo. Ci troveremo nel cortile di Palazzo Thun, giovedì 31 maggio alle ore 17.30. Il Comune di Trento ha concesso lo spazio, aderendo di fatto alla manifestazione. Tante associazioni saranno della partita. Saremo lì per ricordare che le ingiustizie vanno ricordate. Saremo lì per ricordare che le vittime vanno ricordate. Saremo lì perché tutto questo “Ci riguarda”.