Insieme per l’alluvione in Bosnia-Erzegovina e Serbia. Comunicato del 28 maggio 2014

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Bosnia-Erzegovina e Serbia sono in ginocchio a causa di un’alluvione che ha colpito numerose città e villaggi completamente sommersi dalle acque esondate dai fiumi. L’associazione Trentino con i Balcani – ATB, assieme a Viaggiare i Balcani e ad altre realtà del Trentino-Alto Adige, si è attivata con una raccolta fondi avviata il 20 maggio destinata a supportare i territori colpiti. Numerose le persone che hanno già aderito al nostro appello attraverso donazioni giunte in questi giorni non solo dal Trentino-Alto Adige.

Come sottolineato nei precedenti comunicati, l’utilizzo dei fondi sarà concentrato sulla fase post-emergenziale, lasciando necessariamente la delicata fase del primo soccorso agli organismi competenti (Croce Rossa, Protezione Civile).

Dal momento che anche dalla zona di Kraljevo – dove la nostra associazione opera da quasi quindici anni – ci sono giunte richieste di aiuto da parte delle istituzioni locali di numerosi villaggi situati nelle vicinanze della città, in particolare quelli posti lungo il fiume Morava occidentale esondato in numerosi punti, riteniamo opportuno e più efficace concentrare i nostri sforzi su quest’area. Sarà nostra premura coordinarci al meglio anche con la Protezione civile trentina che è in partenza per la Bosnia-Erzegovina, e nello specifico per Sarajevo.

Per la prima metà di giugno ATB organizzerà una missione nei territori colpiti finalizzata a definire nel dettaglio l’intervento. Come emerge dal report sulla situazione nella zona di Kraljevo di seguito riportato, i settori maggiormente colpiti sono quelli abitativo e agricolo-zootecnico. Le attività che verranno implementate con i fondi raccolti verranno seguite passo dopo passo, monitorando attentamente la destinazione d’uso dei fondi e fornendo aggiornamenti costanti ai donatori.

 

RACCOLTA FONDI PER IL SOSTEGNO AI TERRITORI E ALLE POPOLAZIONI COLPITE

CONTO DEDICATO INTESTATO A:

ASSOCIAZIONE TRENTINO CON I BALCANI

IBAN IT51G0801301802000050356523

SWIFT/BIC: CCRTIT2T03A

La situazione a Kraljevo

Un aggiornamento della situazione nella zona di Kraljevo, giuntaci da Ilija Petronijević, coordinatore locale in Serbia della nostra associazione (23 maggio 2014)

L’alluvione nella municipalità di Kraljevo ha colpito principalmente due zone, per fortuna senza causare vittime.

Il bacino della Morava occidentale

I villaggi situati lungo la Morava occidentale, fiume che scorre a nord di Kraljevo in direzione ovest-est e confluisce nella Grande Morava vicino alla città di Stalać.
I paesi coinvolti sono: Obrva; Milocaj; Grdica Popovici; Oplanici; Adrani; Sirca; Sumarice; Vitanovac; Vitkovac; Cukojevac; Milakovac; Stuba. L’entità dei danni materiali all’interno di questi villaggi varia tra il 70% e l’80% del totale delle abitazioni (stime non confermate).
I più colpiti sono Grdica, Oplanići, Adrani, Sirča, completamente sommersi dalle acque della Morava occidentale. Tutti gli edifici danneggiati, a Grdica famiglie che hanno dovuto trascorrere notti in soffitta per essere poi salvate il mattino seguente da compaesani divenuti “eroi per caso”.
Sono giunti soccorsi da numerose zone della Serbia (in particolare volontari da Vranja), la situazione da un punto di vista alimentare/sanitario/altri beni di prima necessità come vestiti è sotto controllo.

I monti Gledić 

Si tratta dei villaggi di Gledić (350 abitanti), Ravanica (1000 abitanti), Godačica (1006 abitanti) e Leševo, che riposano nella parte sud-occidentale dei “Monti Gledić”. Sono sommersi dai torrenti di montagna esondati a causa delle forti piogge dei giorni scorsi. Diciassette ponti sono crollati (per fortuna almeno quelli di Ravanica e Godačica sono stati sostituiti dall’esercito con dei ponteggi, altrimenti entrambi i villaggi di circa 1000 abitanti restavano isolati dal mondo). In quattro punti la strada che collega il paese di Gledić a Kraljevo è bloccata a causa di una frana.

Testimonianza di Dragana Veljović sulla situazione nella sua fattoria di Rakija (sobborgo di Gledić), sede del Convivium Slow Food di Gledić e del Presìdio Slow Food della Rakija di prugne Crvena Ranka:

“La situazione attorno ai monti Gledić e nel villaggio di Rakija è molto problematica. Infrastrutture, collegamenti stradali, macchinari agricoli e frutteti sono devastati. Da noi a Rakija lo scenario è piuttosto tragico, probabilmente non riconoscereste la nostra aia, la cantina, il distillatore… almeno nessuno è rimasto ferito. In questo momento dobbiamo prenderci cura degli animali, dei frutteti e restaurare gli edifici danneggiati. Il problema maggiore è dato dal blocco dei collegamenti stradali a causa di una frana. Più di cento metri di strada sono ricoperti da fango e materiale roccioso. In questo momento l’unico modo di raggiungere Rakija è camminando attraverso i boschi. Il cibo non manca, ma l’acqua delle nostre sorgenti è inutilizzabile a seguito dell’alluvione. Molti nostri macchinari – il trattore, gli innaffiatori, le seghe – sono distrutti. Alcuni siamo riusciti a salvarli dal fango, ma non sappiamo con certezza se sono ancora funzionanti. La cantina è stata inondata ma il distillato conservato nelle botti non è andato perduto. Tuttavia i documenti, la grappa già imbottigliata, il distillatore, la stampante per le etichette delle bottiglie, tutto distrutto. Avremo bisogno di settimane e mesi per risistemare tutto, e nemmeno sappiamo se ce la faremo. La parte più ardua sarà comunque ripristinare la linea stradale, poiché avremo bisogno di mezzi pesanti…”

Dai primi incontri con i partner istituzionali è emerso che le priorità nella fase post-emergenza andranno concentrate nel settore agricolo e zootecnico.

Danni in agricoltura e pastorizia

  • Danneggiati 4300 ettari coltivati a grano, mais, avena e ortaggi;
  • Allevamenti: sono morte 380 mucche; 181 pecore; 15 capre; 3 cavalli; 506 polli. Sebbene ad una prima lettura tali numeri possano sembrare insignificanti, bisogna tenere a mente che in questo territorio l’agricoltura e la pastorizia incidono fortemente in termini di persone occupate, ponendosi come pilastri dell’economia locale. Gli allevamenti, seppur di piccole dimensioni, sono fondamentali per la sussistenza della singole famiglie. Sotto questa luce, anche la perdita di pochi capi di bestiame può incidere negativamente sulla vita di un nucleo

Priorità in settore agricolo/zootecnico

  • Breve periodo: foraggio e mangime per gli allevamenti
  • Medio periodo: assistenza veterinaria per gli allevamenti
  • Lungo periodo: ricostruzione stalle, fertilizzanti per il terreno, sementi di mais classe 200 e 300

 

Istituzioni pubbliche

La municipalità di Kraljevo si è mossa in diverse direzioni:

  • evacuazione di persone e bestiame da villaggi colpiti da alluvione;
  • rientro di persone e bestiame dove possibile
  • ripristino strade e ponti
  • interventi su rete idrica ed elettrica
  • disinfestazione/derattizzazione condotti dal Dipartimento di Igiene Pubblica e Istituto di Veterinaria di Kraljevo. I maggiori rischi per la popolazione sono infatti connessi a possibili epidemie causate dall’innalzamento della temperatura prevista nei prossimi giorni.

Risorse messe a disposizione dalla municipalità

Il 20 maggio, durante una seduta straordinaria del consiglio comunale, è stata accolta la proposta del sindaco Dragan Jovanović di modificare la destinazione dei circa sessantaquattro milioni di dinari presenti su un fondo di edilizia pubblica e veicolarli alle attività di assistenza ai territori colpiti dall’alluvione.

Società civile

Numerose associazioni e gruppi informali di cittadini si sono attivati sin dai primi giorni per la raccolta e distribuzione di aiuti umanitari. E’ inoltre partita un’iniziativa a livello nazionale per la creazione di una rete di ONG che lavori in coordinamento costante per la fase post-emergenziale, in particolare nelle attività di ricostruzione. L’ufficio di Kraljevo dell’Associazione Trentino con i Balcani è uno dei centri di raccolta per cibo, medicinali e altri beni di prima necessità come vestiti. Di queste attività se ne sta occupando principalmente il nostro partner “Pozitivna Omladina”. Siamo costantemente in contatto con l’unità di crisi di Kraljevo, che risponde direttamente al sindaco e ha già fatto partire i primi progetti di intervento nel settore agricolo, che rappresenta la maggiore fonte di sostentamento per la popolazione dei sedici villaggi colpiti dall’alluvione.