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D’innumerevoli parole e pensieri è composta il Programma 2017 che vede un Trentino ancora presente nei Balcani. Analisi e azioni concrete, verbi, nomi e persone compongono la sintassi di una geografia e di un tempo che chiede attenzioni e soluzioni innovative.
Ma di quale grammatica dobbiamo dotarci per saper leggere questo mondo in incessante cambiamento, quali sono le lenti che dobbiamo indossare per non intravedere pallide ombre deformi di un futuro che, se va bene viene percepito come angosciante?
Crisi economiche a cui si somma ormai evidente a tutti una non più solo preoccupante crisi ambientale e di sostenibilità: non solo è l’umanità ad essere ammalata ma ormai è l’intero pianeta e il nostro ecosistema ad avere una febbre alta, molto alta!
Poi, come suggerisce H. Arendt, cogliamo l’esortazione a “essere presenti al proprio tempo”.
Questo è il tempo di capire di quali strumenti dobbiamo dotarci per rispondere al meglio non solo alle sollecitazioni provenienti dalla nuova legge sulla cooperazione, ma a ciò cui la legge si rivolge, e quali soggetti e scenari definisce.
Analisi affidabili, esperienze concrete, dichiarazioni solenni, approvazione di Convenzioni e Patti internazionali, individuazione di appropriate politiche per lo sviluppo “non legittimano più le antiche divisioni” tra ricchi e poveri, tra sud e nord, che abbiamo ereditato. Con l’avvento del nuovo secolo, per dare maggior efficacia alle azioni del passato, abbiamo avviato “un progetto di trasformazione della nostra società”, dandoci degli Obiettivi di Sviluppo per il nuovo Millennio, ponendovi a fondamento il motto “sradicare la povertà estrema e la fame”, ma anche le “diseguaglianze”, in una prospettiva di Cooperazione da promuovere all’insegna del paradigma dello Sviluppo Umano, condividendo profondamente l’idea che “libertà sia inseparabile dalla dignità umana e dall’uguaglianza” e con la consapevolezza che questa transizione” è “il prodotto della decisione umana”.
E proprio perché “prodotto della decisione umana” la cooperazione continua a essere soggetta a anche a strozzature e ostacoli che ne limitano i risultati rendendoli insufficienti rispetto alla domanda di cambiamento.
E allora davanti a noi oggi sta la necessità di sostenere con attenzione la profonda trasformazione della funzione di sviluppo sociale, ma non solo, che il mondo della Cooperazione nel suo insieme – e ATB in particolare – sta vivendo e che riguardano, molto probabilmente, il nuovo ruolo che la Cooperazione deve avere nei confronti della realtà che ci circonda, che come più volte sostenuto, vive una condizione di “liquidità” ristretta, a nostro avviso a quella parte di genere umano che vive nelle zone più fortunate e sicure del pianeta.
Il tutto condito da un’interdipendenza globale a livello economico, sociale e ambientale molto asimmetrica, volendo usare un eufemismo, nei risultati.
Di seguito un’analisi approfondita della proposta ATB, che nel solco di una continuità di pensiero evolve in alcune discontinuità figlie dello spirito del tempo.
Parleremo ancora di giovani, benessere, psichiatria, cura, welfare, start-up, Istituzioni, diritti, genere, sviluppo, partnership, educazione e formazione, università, ma lo faremo cercando di interpretarlo sempre più una dimensione di sistema e collaborazione con le varie anime del Trentino e dei Balcani…
insomma CON.