TORNARE NEI BALCANI, IL VIAGGIO DI ALESSANDRO

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Carlotta ha fatto due chiacchiere con Alessandro, studente del Liceo Rosmini, che è tornato – zaino in spalla – nei Balcani qualche mese dopo il viaggio di istruzione con ATB. Obiettivo: un viaggio in solitaria per approfondire la storia e la cultura dei territori visitati la scorsa primavera.

La traversata balcanica di Alessandro inizia in Croazia, a Zagabria. Qui si aggrega ad alcuni escursionisti locali contattati tramite un gruppo Facebook per intraprendere a piedi uno dei sentieri della famosa Via Dinarica, uno dei trekking più belli d’Europa secondo il National Geographic. Questo cammino, il cui nome deriva dalla catena montuosa che attraversa la penisola, si sviluppa lungo i  Balcani e permette di attraversare da nord a sud ben otto Paesi, ripercorrendo non solo vecchie vie utilizzate per i commerci o la transumanza, ma anche sentieri di guerra e strade più recenti.

Dopo aver percorso molti chilometri senza incontrare nessuno, Alessandro decide di lasciare il gruppo di camminatori croati per fare una deviazione verso il mare, proseguendo il suo viaggio in autobus, mezzo molto utilizzato per gli spostamenti in tutta la penisola. Si dirige quindi verso la costa croata, per poi raggiungere Spalato, Zara e Mostar, entrando così in Bosnia ed Erzegovina. Tappe obbligatorie sono state la capitale Sarajevo – in cui si ferma per vari giorni e si immergere nella quotidianità urbana, e Višegrad, la città del Ponte sulla Drina di Ivo Andrić. Da qui passa in Serbia, dove trascorrere alcuni giorni nella vivace Belgrado, per poi scendere nella parte meridionale della penisola in Macedonia, Bulgaria e infine raggiungere la Grecia.

Durante il percorso, durato circa 12 settimane, Alessandro ha potuto rivisitare alcuni luoghi della Bosnia già visti in maggio con la sua classe e rileggerli in chiave più personale, rivivendo le città e i paesaggi sotto una nuova prospettiva, con più calma e lentezza, dinamiche decisamente non comuni ai viaggi di istruzione. Ci racconta inoltre che il mezzo di trasporto scelto, l’autobus, gli ha permesso di osservare man mano il cambiamento e la diversità delle molte stazioni di fermata e dei paesaggi che attraversano i territori attraversati, e incontrare così persone che hanno condiviso storie e racconti delle loro terre durante il tragitto.

Condividiamo con piacere alcune fotografie scattate durante il viaggio di Alessandro con alcune brevi didascalie descrittive e un testo di riflessione sulla migrazione nella rotta balcanica disponibile cliccando qui.