FORUM SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISAGIO MENTALE

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DSC_0108 In occasione della Giornata Mondiale sulla Salute Mentale, in data 11 ottobre si è tenuto a Belgrado (Serbia)  il Forum sui diritti delle persone con disagio mentale – uno spazio aperto e pubblico dove poter avviare un dibattito critico tra tutti gli attori coinvolti nel campo della promozione della salute mentale. L’Associazione Trentino con i Balcani, le ONG Caritas Serbia e Caritas Italiana hanno sostenuto questa iniziativa, consapevoli della sua importanza all’interno di un più ampio processo di riforma dei servizi della salute mentale e di miglioramento delle condizioni di vita delle persone che soffrono di questi disturbi.

L’aumento della frequenza di disturbi mentali avvenuto negli ultimi decenni in Serbia impone strategie che non possono tradursi in un mero e massiccio ricorso alla psicofarmacologia, ma ad oggi solo una piccola percentuale di persone mentalmente sofferenti giunge ad una forma di terapia. Questo è anche dovuto allo stigma che deriva dallo status di paziente psichiatrico, al pregiudizio errato sull’incurabilità del disturbo mentale e alla difficoltà ad orientarsi nel cercare risposte concrete alla propria sofferenza (“a chi chiedere aiuto”).

Le persone che hanno acquisito consapevolezza del proprio disturbo e intrapreso un percorso di cura continuano spesso a subire forme di esclusione sociale che le costringono all’isolamento sociale. Per combattere questa tendenza alla marginalizzazione e promuovere una serena socialità, negli ultimi anni in Serbia si sono formate numerose associazioni di persone mentalmente sofferenti. Attraverso le associazioni, molti di loro hanno trovate risposte alla solitudine e offerto il loro impegno per il superamento del pregiudizio. Diventare membri di un’associazione di persone mentalmente sofferenti ha significato per molti e tuttora significa accettare il rischio di esporsi, di denunciare pubblicamente il proprio status, correndo il pericolo di essere ancora una volta emarginati socialmente. Questo coraggio deve oggi ricevere un riconoscimento a tutti i livelli, a cominciare dal mondo della comunicazione per finire a quello della politica.

In occasione della Giornata mondiale per la Salute mentale, le associazioni promotrici di questo evento hanno voluto farsi conoscere invitando istituzioni, professionisti, organizzazioni non governative, associazioni della società civile e di volontariato, studenti e chiunque desideri partecipare e discutere a partire dalle questioni ritenute cruciali e su cui è maggiore e più diffusa la preoccupazione, offrrendo in tal modo uno spazio aperto e pubblico dove poter avviare un dibattito critico tra tutti gli attori coinvolti nel campo della promozione della salute mentale.

L’evento ha suscitato molto interesse sia dei media che della società civile serba, grazie anche alla Campagna anti-stigma realizzata nelle giornate precedenti al Forum nelle piazze principali di Belgrado, insieme alla biblioteca vivente fatta da persone con diagio mentale e a disposizione dei lettori araccontare la propria vita e l’impegno per il riconoscimento dei propri diritti.

Il quadro istituzionale della cura delle persone con disturbi mentali, i diritti umani e la salute mentale nella prassi e nella normativa serba, lo stigma e il rapporto della società e del pubblico nei confronti della persone con disturbi mentali sono stati le tematiche su cui le associazioni e i partecipanti a questo Forum si sono confrontati in modo egualitario, perché è convinzione degli organizzaotri e promotori dell’evento che solo attraverso un movimento democratico il paziente-oggetto può tornare ad essere un cittadino-soggetto.

Durante il Forum è stata presentata la nascita della Rete di queste associazioni di persone con disturbi mentali, con l’obiettivo di diminuire lo stigma e consentire un miglioramento della qualità di vita, incrementando in tal modo la loro inclusione, nonché il rispetto dei loro diritti. Allo stesso tempo, questo processo si prefigge anche l’obiettivo di produrre un reciproco rafforzamento delle singole entità associative, grazie ad una più stabile condivisione di obiettivi e metodologie di lavoro.

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