KUNDËR GJAKMARRJES, LA CAMPAGNA DI OPERAZIONE COLOMBA

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Condividiamo un’iniziativa promossa da Operazione Colomba in Albania.

E’ attiva dal giorno 10 dicembre la campagna “Kundër Gjakmarrjes” contro le vendette di sangue in Albania, promossa da Operazione Colomba e aperta ad associazioni, enti ed istituzioni locali e internazionali ma anche a singoli individui e gruppi. La Campagna è stata lanciata in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti Umani.

“Kundër Gjakmarrjes”, ha come obiettivo quello di aumentare la consapevolezza dei cittadini su questo fenomeno e spronare la popolazione a schierarsi contro la piaga delle faide che trova la sua origine nel codice medievale del Kanun, ma che ormai viene esercitata in forma deregolata e si traduce in atti di giustizia privata.

ATB E OPERAZIONE COLOMBA

La collaborazione tra ATB e Operazione Colomba risale ai primi anni 2000 attraverso numerose iniziative di Elaborazione e Trasformazione del Conflitto e i percorsi di scorte disarmate (leggi il libretto Protezione Disarmata). Obiettivo della collaborazione era facilitare (attraverso il coinvolgimento di volontari italiani) l’affluenza degli abitanti dell’enclave serba di Gorazdevac verso la città di Peja e altre zone del Kosovo di garantire movimento a persone che, altrimenti, non avrebbero potuto o saputo muoversi rischiando di subire violenza. Inoltre un focus particolare è sempre stato quello del coinvolgimento dei giovani dell’enclave nelle attività promosse presso il centro culturale-giovanile “Zoom”. La collaborazione si è protratta fino al 2009, quando Operazione Colomba, constatato il normalizzarsi della situazione politica e il miglioramento della situazione sicurezza, ha intrapreso un nuovo percorso in Albania.

Dal 2010 Operazione Colomba è quindi presente in Albania per combattere la pratica delle vendette di sangue e per sensibilizzare la popolazione locale all’uso di pratiche non violente per la gestione delle faide familiari. Con l’avvio della nuova campagna, il 10 dicembre scorso i volontari di Operazione Colomba hanno appeso per le via di Scutari striscioni contro la vendetta e hanno distribuito ai passanti degli adesivi “Kundër Gjakmarrjes” da esporre nei luoghi quotidiani per indicare il proprio impegno a ripudiare la vendetta e a promuovere metodi pacifici di risoluzione delle faide. La campagna è riuscita a coinvolgere molti cittadini scutarini e ha raggiunto grande visibilità grazie anche alla presenza di giornalisti al momento del lancio e all’invito ricevuto dai volontari da parte di due studi televisivi locali per raccontare la nuova iniziativa.

Le vendette di sangue – gjakmarrje in albanese – derivano dal codice medievale del Kanun e sono tuttora molto diffuse soprattutto nella regione montuosa del nord dell’Albania. Secondo la pratica della gjakmarrje, nel caso in cui un uomo commettesse un omicidio, alla famiglia della vittima sarebbe riconosciuto il diritto di vendicare la morte del familiare uccidendo l’assassino oppure colpendo uno dei suoi parenti maschi fino al terzo grado di parentela. Negli ultimi anni la pratica della vendetta di sangue è degenerata e si è trasformata nell’incondizionato esercizio di una forma di giustizia privata che viola i principi fondamentali dello stato di diritto. La persistenza di questa tradizione ha un forte impatto negativo sulla vita dei parenti dei colpevoli che sono spesso costretti a rinchiudersi in casa per sfuggire alle minacce della famiglia “nemica”.

Per maggiori informazioni sulla campagna:

Articolo di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa sulla campagna:

Per maggiori informazioni sull’attività di Operazione Colomba in Kosovo:

Immagini di campagne contro le vendette di sangue tratte dal sito di Operazione Colomba.