CONDIZIONE GIOVANILE – TRENTINO E KOSOVO, CASI A CONFRONTO

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16-19 marzo 2016, Kosovo – Tre le conferenze organizzate la scorsa settimana in Kosovo per trattare il tema della condizione giovanile. Esperti trentini e esperti kosovari, target diversi, location diverse, rilanci diversi. Ma un obiettivo comune: quello di parlare di giovani, politiche e politiche giovanili, nell’ottica di attivare future collaborazioni, che rinsaldino e sviluppino ulteriormente la collaborazione tra i due territori coinvolti. Le conferenze organizzate da ATB Onlus, con la collaborazione di molti importanti soggetti italiani e Kosovari, sono state importanti arene per creare un primo contatto per lo sviluppo di ulteriori collaborazioni tra le Università di Trento e Pristina e gli altri attori coinvolti nel processo e per contribuire allo sviluppo di attività e politiche rivolte al mondo dei giovani.

Dall’Italia, gli interventi del prof. Carlo Buzzi dell’Università di Trento e della dott.ssa Paladini di Rete Iter.

Le conferenze

Youth Condition in a Changing Europe – A Focus on Youth Participation

Università di Pristina – giovedì 17 marzo

Il primo seminario è stato organizzato nelle aule dell’Università di Pristina, dipartimento di filosofia, grazie al supporto della professoressa Linda Gusia. 60 i giovani presenti. Dopo una breve introduzione di Maurizio Camin, direttore di ATB Onlus, il prof. Buzzi ha dipinto la situazione dei giovani in Europa dando gli elementi per leggerne la complessa e variegata realtà, con focus sui veloci cambiamenti che caratterizzano la vita dei giovani oggi. Un cenno, infine, alla partecipazione giovanile e al fare politiche sui giovani coinvolgendo i giovani nel processo.

L’intervento della dott.ssa Paladini si è ricollegato al tema e alle necessità di fare politiche per i giovani. Politiche che si occupano di giovani e dell’accesso ai loro diritti, che promuovono l’effervescenza sociale e il cambiamento, con necessario passaggio da politiche di riparazione a politiche di promozione dell’autonomia della persona nella comunità. Necessaria infine, ha sostenuto, la triangolazioni tra fare politiche giovanili, i giovani e chi lavora con loro, e la ricerca per agire sul tema da più punti di vista e pianificare avendo tutti gli elementi necessari.

A chiusura degli interventi, un animato dibattito, con interessanti domande da parte degli studenti, e la proposta di nuove collaborazioni con l’università nell’ambito della ricerca e della didattica.

Youth condition in a changing Europe, Kosovo and Trentino – a comparison

Ambasciata d’Italia a Pristina – giovedì 17 marzo

La conferenza organizzata presso l’Ambasciata Italiana a Pristina è stata introdotta dall’Ambasciatore Andreas Ferrarese, che si è soffermato sull’importanza del ruolo dei giovani per il futuro del Kosovo. Ha fatto seguito l’intervento del prof. Carlo Buzzi sulla condizione giovanile in Europa. Il professore ha delineato gli elementi di convergenza, ovvero quelli omogenei, tra le varie nazioni e quelle divergenti. L’analisi è stata affrontata da vari punti di vista: demografico, strutturale, culturale e del welfare. A concludere, qualche cenno sul tema della partecipazione e delle forme di partecipazione giovanile.

Hanno delineato la situazione dei giovani in Kosovo la prof. Linda Gusia e il dott. Albert Mecini dell’Università di Pristina. Gli interventi, oltre a dare un quadro della situazione giovanile in Kosovo, si sono soffermati sulle principali difficoltà che il mondo dei giovani si trova quotidianamente ad affrontare, e alla particolare situazione di sospensione tra un mondo in cui le tradizioni hanno ancora un impatto forte e, dall’altra, l’innovazione e la contaminazione con un’Unione Europa che non permette ancora ai giovani kosovari libertà di movimento e quindi di confronto con gli altri giovani europei. L’intervento della professoressa Gusia ha delineato lo stato di isolamento e povertà che caratterizza il mondo dei giovani in Kosovo. I fattori che incidono negativamente su questo stato sono la mancanza di coinvolgimento dei giovani nelle decisioni politiche e la mancanza di iniziative con target giovani. Oltre alla mancanza di opportunità a livello istituzionale, un ulteriore elemento incisivo è la provenienza da aree rurali e aree urbane e la questione di genere. Per i giovani delle zone rurali, rimangono problematiche l’integrazione sociale, l’accesso all’educazione, all’occupazione e ad altre attività sociali e civili. Il professor Mecini ha ripreso il discorso della collega, focalizzandosi sulla distinzione sui concetti di individualismo e collettività applicati al mondo dei giovani in Kosovo. I giovani kosovari tendono ad essere più individualisti, più focalizzati su interessi privati e meno orientati al coinvolgimento nella vita associativa e della comunità. L’idea di associazionismo è spesso associata a quella di gruppi politici, gruppi religiosi o altri gruppi ideologici, a cui molti giovani non vogliono prendere parte. Non viene invece preso in considerazione l’aspetto positivo e l’impatto sulla società che tali aggregazione possono avere.

In conclusione, l’intervento della dott.ssa Paladini che ha dato una lettura tema della partecipazione attraverso alcuni accenni alle politiche giovanili, al loro rapporto con la ricerca e alla necessità di promuovere partecipazione come strumento di sviluppo della persona nella comunità e di crescita della pratica democratica.

All’evento hanno partecipato esponenti di Governo, professori, studenti, rappresentanti delle organizzazioni giovanili e della società civile. Il dibattito finale ha sollevato molte necessità, ulteriori spunti sulla situazione giovanile in Kosovo e interessanti rilanci per future collaborazioni.

Youth condition in a changing Europe. Youth participation in decision making processes

Stand Hub! – Pejë/Peć, Friday, 18 Marzo

A conclusione delle giornate di incontri e seminari, dopo una visita al College Dukagjini di Pejë/Peć e l’incontro con le istituzioni locali che lavorano sulle politiche giovanili e con i giovani, si è tenuta a Pejë/Peć la conferenza finale sul tema giovani. La conferenza, moderata dal direttore di ATB Onlus Maurizio Camin, si è aperta con i saluti dell’Ambasciata Italiana e a seguire alcune considerazione del prof. Esad Dauti, direttore dell’European College Dukagjini.

StandHub (1)

Dopo l’intervento del prof. Buzzi, arricchito da quanto raccolto durante le conferenze precedenti e durante gli incontri fatti, ha preso la parola l’Assessore alla Cultura giovani e sport della Municipalità di Pejë/Peć, Engelbert Zefaj. L’assessore ha delineato la situazione dei giovani della Municipalità e le politiche che, a livello nazionale e locale, ne regolamentano la vita associativa. Il punto di vista della società civile è stato riportato attraverso l’intervento mr. Naser Lajqi, dell’associazione Syri i Vizionit che da anni lavora a Pejë/Peć con i giovani. A chiudere, l’intervento e i rilanci della dott.ssa Cristiana Paladini, che ha sottolineato la necessità di fornire gli strumenti per permettere ai giovani una partecipazione attiva nel loro presente.StandHub (2)

Tra i presenti, associazioni, istituzioni, molti giovani. La presenza di numerosi giovani delle associazioni giovanili ha fatto emergere, molto più che negli altri incontri, la disillusione che pervade il mondo giovanile, la sensazione di non essere presi in considerazione nella definizione delle politiche che li riguardano direttamente e la fatica nel farli partecipare attivamente.

Le due giornate di incontri con molti attori a diversi livelli e di sviluppo di pensieri e sollecitazioni, ci portano a riconoscere ancora una volta l’importanza e la necessità di questi ponti tra Trentino e Balcani, non solo in Kosovo.

StandHub (3)Tra gli stimoli e gli spunti, sono emerse la necessità di promuovere ricerche scientifiche basate su dati certi e la necessità di creare ponti tra Università per scambi di buone prassi, e da questo punto di vis
ta l’Università di Trento è un’eccellenza.

È stato inoltre posto l’accento sull’importanza di creare ponti tra i giovani europei e di accompagnare i giovani, in particolare in Kosovo, ad essere attivi nella propria comunità, dando loro alcuni strumenti utili e rendendoli consapevoli di quanto importante è la loro partecipazione nella definizione e progettazione di politiche rivolte al mondo dei giovani. Questi sono, a nostro avviso, alcuni dei processi che aiutano l’Europa a non chiudersi in se stesa ed alzare barricate, ma trovare risposte concrete per rispondere alle dinamiche violente e disumane che si trova ora ad affrontare.

Le conferenza sono state organizzate con la preziosa collaborazione di:

Ambasciata d’Italia a Pristina

Università di Trento

Rete Iter

Istituto IARD

Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Università di Pristina

UP Studi e ricerche di Genere dell’Università di Pristina

Municipalità di Pejë/Peć

European College Dukagjini

e il concreto supporto dell’Incubatore d’impresa e centro giovanile Stand Hub!