L’ABC DELLA CASA DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: RIFLESSIONI, IDEE, FUTURI SVILUPPI

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Dal 31 maggio al 2 giugno 2019, nella cornice del Festival dell’Economia, anche ATB è scesa in piazza con la Casa della cooperazione internazionale. Uno spazio all’interno dell’iniziativa “REPLAY…UNA PIAZZA CHE CRESCE” organizzato dalla Fondazione Demarchi in piazza S. Maria Maggiore, che ha coinvolto varie realtà del mondo trentino della cooperazione internazionale, tra cui alcune associazioni di FArete e attori del mondo della scuola, del sociale e del profit che si stanno avvicinando alla cooperazione allo sviluppo.

Con riferimento al tema ufficiale del Festival “Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza”, ATB ha proposto riflessioni e dialoghi sul ruolo che la cooperazione internazionale può avere come strumento di cittadinanza attiva e come promotrice di crescita e sviluppo sostenibile, sia in Trentino che nei territori di intervento.

Tanti sono stati i curiosi, i simpatizzanti e gli ospiti che non si sono fatti spaventare dall’arrivo improvviso dell’estate e hanno accettato la sfida di dialogare su temi quali l’importanza dell’educazione alla cittadinanza globale, le interazioni tra profit e non-profit nel mondo della cooperazione internazionale e il rapporto tra globalizzazione e diritti .

Assieme agli ospiti, protagoniste – sempre presenti anche se spesso dietro le quinte – dell’evento sono state Serena Epis e Greta Gasperini, servizio civiliste presso ATB. Si propone di seguito il diario di Greta e Serena che racconta la loro esperienza e i momenti più significativi dei tre giorni trascorsi in piazza tra attività, confronti, interviste e balli…
Buona lettura!

Giorno 1 – venerdì 31 maggio: Educazione e cittadinanza attiva

La prima giornata di Festival è stata dedicata al tema Educazione e cittadinanza e le riflessioni si sono concentrate su come l’Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) possa contribuire alla formazione di giovani cittadini (pro)attivi e responsabili e a renderli conoscitori consapevoli di contesti altri.

Prima di accogliere i nostri primi ospiti abbiamo allestito tutte le attività di background, dalla polling station che chiedeva ai passanti “Che cos’è la cooperazione internazionale per te?”, alla mappa della cooperazione trentina, fino al calendario delle giornate mondiali e all’angolo chill-out per i più piccoli.

Alle 10 in punto ecco che arrivano i primi ospiti della Casa della cooperazione internazionale: gli studenti, accompagnati da alcuni insegnanti, che hanno partecipato a viaggi di istruzione nei Balcani insieme ad ATB.
Durante la mattinata, i ragazzi della IVE e IVF del Liceo Da Vinci di Trento, coordinati dal giornalista Paolo Piffer, hanno presentato il reportage che hanno realizzato sul viaggio in Albania dello scorso aprile. Nel pomeriggio, invece, sono stati i ragazzi della VUA e VUB del Liceo Rosmini di Trento a scendere in piazza per raccontare e rielaborare, a distanza di un anno, il loro viaggio d’istruzione in Bosnia Erzegovina del maggio 2018. In questa occasione è stato anche presentato il libretto Rosmini Planet. Discovering Sarajevo che raccoglie storie, racconti, impressioni e fotografie dei giorni trascorsi tra le città di Mostar, Sarajevo e Srebrenica. Terminati entrambi gli incontri abbiamo consegnato ai rappresentanti delle due scuole il passaporto del cooperante, un “documento” simbolico che ha nominato ogni studente e insegnate cittadino del mondo e cooperante ad honorem.
E’ stato molto bello vedere come questi ragazzi abbiano accettato il nostro invito e si siano messi in gioco nel ripensare e rielaborare tutto il percorso che li ha portati ad avvicinarsi ai territori balcanici e abbiamo molto apprezzato la loro volontà e disponibilità nel condividere con noi riflessioni, pensieri e idee per progetti futuri, a testimonianza del fatto che i progetti di educazione alla cittadinanza globale hanno un grande valore e impatto sul percorso – scolastico e non – dei giovani trentini.

Il momento probabilmente più significativo, per via del suo valore simbolico, è stata la celebrazione della GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE FASCE BIANCHE in ricordo di tutte le vittime di guerra nel mondo. Durante questa occasione di raccoglimento, partendo dalla memoria delle vittime di Prijedor del 1992, sono state ricordate tutte quelle situazioni di pace mancata che negano diritti e libertà fondamentali a milioni di persone in tutto il mondo. Alla commemorazione era presente anche Sheik Abdo, portavoce internazionale della proposta di pace per la Siria che ha brevemente condiviso con noi la sua esperienza e testimonianza. Questo momento è stato molto partecipato, numerose sono state le persone che si sono unite al cerchio che ha abbracciato l’intera piazza per ricordare che la pace – e la mancanza di essa – è una questione che ci riguarda, sempre.

Infine, per concludere la prima giornata di Festival, ci siamo riuniti per il primo world cafè dal titolo Globalizzazione e democrazia dal basso: tu dove stai?. Anche questo incontro è stato moderato da Paolo Piffer che ha gestito il dialogo tra i tanti ospiti invitati, tra cui giovani studenti e rappresentanti di associazioni e scuole che promuovono progetti di ECG in tutto il Trentino.
Durante l’incontro è stato sottolineato come le competenze di cittadinanza globale possano diventare un importante strumento per comprendere e interpretare le sfide del nostro mondo globalizzato e soprattutto uno strumento di partecipazione attiva e responsabile. Interessanti sono state le riflessioni sul valore e l’importanza di percorsi di ECG all’interno delle scuole che rimangono tra i principali veicoli di valori quali il senso civico, la cittadinanza attiva e la partecipazione giovanile. In conclusione, riconoscendo l’indiscusso valore di queste trasparenze, c’è ancora della strada da fare per trovare gli strumenti adeguati a valutare l’impatto reale di tali percorsi sui destinatari e sul contesto locale.

Dopo questo momento di dialogo e confronto, in cui ogni partecipante ha contribuito portando la propria esperienza, si è concluso il nostro primo – faticoso ma ben riuscito – giorno di Festival.

Giorno 2 – sabato 1 giugno: interazioni tra mondo profit e non-profit

Il nostro secondo giorno di Festival è stato dedicato al tema interazioni tra mondo profit e non-profit per stimolare una riflessione sul possibile futuro della cooperazione internazionale trentina, anche alla luce delle recenti sviluppi politici.

La giornata si è aperta con un word cafè dal titolo Politiche per il benessere: uno strumento per la cooperazione? a cui hanno partecipato Luciano Malfer, dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglia, Antonella Valmorbida, Segretario generale di ALDA, Enrico Bramerini della Trentino School of Management e il giornalista Raffaele Crocco, direttore dell’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo.

Poche settimane dopo la 10° Convention dei comuni family friendly del Trentino, è stato ricordato il successo del modello New Public Family Management implementato dalla Provincia Autonoma di Trento e proposto non solo in altri territori italiani ma anche all’estero, con progetti pilota presentati anche in Albania e in Serbia. L’idea di partenza di tale modello, sfida e scommessa allo stesso tempo, è stata quella di saturare le risorse già esistenti lavorando sull’accreditamento di enti, strutture e servizi del marchio Family allo scopo di raggiungere un livello di benessere maggiore per le famiglie e il territorio locale. In aggiunta, allargando lo sguardo al di là della realtà trentina, è stato notato quanto le politiche pubbliche di welfare siano una questione ancora in evoluzione in diversi paesi in via di sviluppo, dove ancora il sistema socio-sanitario non esiste ed è spesso sostituto da interventi di solidarietà internazionale. Per finire, dal punto di vista del mondo profit, riprendendo il concetto di responsabilità civile e sociale d’impresa è stato sottolineato come ancora oggi molte tra le medie e piccole imprese (SMEs) facciano fatica ad attivare politiche di welfare al loro interno a causa di costi troppo elevati. A questo proposito è stata ribadita la necessità per le imprese di organizzarsi in rete per attuare una riforma del welfare che parta dal basso.

Per noi la giornata è continuata nel pomeriggio, quando ci siamo spostati presso la sala conferenze della Fondazione Caritro, dove si è svolto l’incontro Co-operare per una crescita inclusiva inserito nel programma ufficiale del Festival nella sezione confronti. In questa occasione a intervenire sono stati Antonella Valmorbida, Segretario generale di ALDA, Mario Raffaelli, Presidente del Centro per la Cooperazione Internazionale e Raffaele Crocco, Direttore dell’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo. L’incontro è stato moderato da Maurizio Camin – Direttore di ATB – che ha guidato gli ospiti in una riflessione intorno alle tre parole chiave del Festival – globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza – dal punto di vista della cooperazione internazionale, dello sviluppo e della sostenibilità. Molto apprezzati sono stati gli interventi dei tre invitati che hanno offerto interessanti spunti di riflessione, tra cui l’interpretazione del concetto di globalizzazione internazionale come caduta dei muri e superamento dei confini tradizionali che rende possibile una positiva interconnessione tra territori per uno sviluppo egualitario.

Terminata questa conferenza e dopo aver distribuito una copia del passaporto del cooperante ad ogni partecipante, siamo tornati nel caldo di piazza S. Maria Maggiore, dove, nel tardo pomeriggio è iniziato il secondo word cafè della giornata dedicato a Globalizzazione, cooperazione ed economia: confronto e scambi per nuovi percorsi comuni di sviluppo. Tanti gli ospiti anche a questo incontro, uno dei più partecipati tra gli eventi della Casa della cooperazione internazionale.

Il tema dell’interazione tra il mondo della cooperazione e quello dell’impresa è sicuramente una sfida molto sentita in questo periodo; molte sono le potenzialità di questa interazione che può favorire interessanti opportunità per gli attori e i territori coinvolti tra cui la creazione di una catena di valore con ricaduta sulle imprese locali, lo sviluppo di soft skills nel campo della cooperazione e delle relazioni internazionali e l’instaurarsi di interscambi e relazioni di fiducia tra territori che possono favorire lo sviluppo locale ed economico. Una rafforzata cooperazione tra profit e non-profit porta vantaggi e benefici per entrambi gli attori coinvolti. Nello specifico, le associazioni non-profit sono in grado di offrire conoscenze profonde del territorio di intervento e contatti e relazioni con attori locali, mentre le imprese posso offrire finanziamenti, expertise e professionalità. L’esperienza della Piattaforma 125 (P125), di cui ATB è ideatrice e coordinatrice, è sicuramente un esempio ben riuscito di rete di relazioni tra mondo profit e non-profit. Ideata per promuovere lo sviluppo locale sostenibile tra il Trentino e l’Europa balcanica, la P125 presenta a imprese ed enti del settore ambientale le opportunità di sviluppo economico sostenibile che la cooperazione cerca di favorire tra Trentino e Balcani.
Il dibattito è stata anche l’occasione per ragionare sulle questioni che andrebbero rafforzate per facilitare il processo, come la troppa frammentazione delle associazioni non-profit, che fanno ancora troppa difficoltà a mettersi insieme e collaborare e l’inadeguatezza degli strumenti di finanziamento che dovrebbero essere più flessibili per permettere alle imprese un investimento più snello in altri territori.

Non sarebbe bastata un’intera giornata per sviluppare tutti gli spunti di riflessione che sono emersi durante questo word cafè, così, dopo un’ora intensa di dialogo e confronto ci siamo salutati, con molte idee in testa e nuovi suggerimenti che speriamo di poter portare avanti nel futuro.

Giorno 3 – domenica 2 giugno: La globalizzazione e i diritti umani (e non)

La terza e ultima giornata del Festival nella Casa della cooperazione internazionale si è sviluppata intorno al tema globalizzazione e diritti.

La calda e soleggiata mattinata è incominciata con lo stimolante word cafè Sguardi e implicazioni della globalizzazione al di là dei confini economici, come sempre con tanti simpatizzanti e ospiti che hanno animato l’evento con esperienze e pensieri, tra cui Massimiliano Pilati, Presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani, Nancy Tarazona, rappresentante della comunità peruviana, Leonora Zefi, Presidente dell’Associazione TEUTA, Sara Carlin della LAV Trento, Elia Gerola e Paolo Bisesti, rappresentanti di 46° Parallelo e Claudio Bassetti, Presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza.

Tra le tante riflessioni emerse, è giusto ricordare come, in un mondo globalizzato e interconnesso come il nostro, la divisione tra inclusi ed esclusi è ritrovabile in quasi ogni contesto e situazione. Per questo parlare di diritti significa purtroppo parlare anche (o forse soprattutto) di mancanza di diritti. Da qui l’importanza e la necessità di costruire e promuovere una cultura dell’accoglienza basata su valori quali l’aiuto, l’incontro e la solidarietà.

Un altro interessate argomento ha riguardato la necessità di superare la percezione – oggi molto diffusa – del primato dell’io per volgersi invece alla tutela della memoria collettiva, per sfuggire alla tentazione di volersi sempre sentire protagonisti e per diventare invece rappresentanti di una comunità allargata ed inclusiva.
In seguito, con riferimento al diritto alla vita, diritto inalienabile di ogni individuo, è stata proposta la de-costruzione della tradizionale visione del mondo verticale, per cui si distinguono donne e uomini di prima e seconda classe, per andare nella direzione di una visione orizzontale dei diritti, caratterizzata da uguaglianza, solidarietà, incontro e convivenza in armonia.
Infine, una nota positiva e un richiamo alla famosa frase di Martin Luther King: “Anche se sapessi che domani il mondo andrà in pezzi, vorrei comunque piantare il mio albero di mele, per ricordarci che la speranza per il futuro non può mai mancare e deve essere uno stimolo per continuare a migliorarci sempre e per renderci partecipi oggi della costruzione di un futuro felice in nome della libertà, dei diritti per tutti e tutto, del rispetto e della convivenza pacifica.
Con questa punta di ottimismo si è concluso questo word caffè – ultimo dell’intera serie – che ci ha permesso di approcciare il tema della globalizzazione da un (forse) insolito punto di vista, ovvero quello dei diritti e di chi tali diritti non li possiede.

A seguire, nel pomeriggio, con tanta passione e allegria (e coraggio nell’affrontare il sole pomeridiano) il gruppo di ballo dell’Associazione TEUTA ha animato la piazza con balli e danze tipiche della tradizione albanese intervallati dalla lettura di poesie e brevi testi in lingua originale, a cura di alcuni bambini dell’associazione.

Dopo un’ora di balli e musica abbiamo festeggiato tutti insieme, coinvolgendo tutte le associazioni presenti in piazza nel brindisi della cooperazione, momento conclusivo di un lungo percorso ricco di eventi e attività che ci ha permesso di animare la piazza e di ragionare insieme alle tante persone che si sono unite a noi per riscoprire la bellezza di dialogare, di confrontarsi, di riflettere insieme senza barriere o divisioni, ma riunendoci in cerchio per condividere esperienze, idee e punti di vista.

Un percorso durato molto più di tre giorni e caratterizzato da molto lavoro, tante idee, nuovi stimoli e nuove relazioni, scambi, confronti continui e tanta soddisfazione. Il feedback più entusiasmante ricevuto è stato il conteggio dei voti della polling station. Per molti la cooperazione internazionale significa sviluppo, ma per tanti altri, la sua migliore descrizione è raccolta in questa frase: co-operare = con-vivere in questo mondo, un reciproco arricchimento, un ponte costruttivo tra più realtà.