ATB PARTECIPA AL 6° CONVEGNO DELLA RETE CUCS

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Dal 19 al 21 settembre si è tenuto a Trento il 6° convegno CUCSCoordinamento Universitario per la Cooperazione allo Sviluppo organizzato dall’Università di Trento e dal Centro per la Cooperazione Internazionale dal titolo “Cittadinanza e beni comuni. Università e cooperazione per la sicurezza, l’ambiente e la sostenibilità dello sviluppo”.

Il ricco programma del Convegno ha visto l’alternarsi di 6 sessioni plenarie, 16 sessioni parallele costruite con approccio bottom-up e 2 laboratori che hanno coinvolto relatori e auditori in un processo di analisi e rielaborazione dei molti aspetti e delle varie sfaccettature che caratterizzano la cooperazione internazionale allo sviluppo.
Meritano una menzione i titoli delle principali sessioni plenarie, che danno una panoramica degli aspetti toccati e rielaborati durante le tre giornate di intenso lavoro:
• “Cooperazione e Sviluppo dal punto di vista degli organismi internazionali”
• “Ricerca e innovazione dal punto di vista del Global South. Libertà nella ricerca”
• “Un ponte tra università e terzo settore. Ricordando Paolo Dieci”
• “Un’agenda italiana per lo sviluppo globale. Quali priorità?”

Per citare qualche numero, sono circa 300 le persone che hanno partecipato al convegno e 170 i contributi avvenuti attraverso interventi orale o di presentazione di poster.

Tra le 16 sessioni parallele, è stato dedicato un importante spazio anche al tanto interessante quanto sensibile tema della collaborazione tra settore profit e settore non-profit nella cooperazione internazionale. Al tavolo di discussione “Il legame profit-non profit: un cambiamento per la cooperazione allo sviluppo?promosso dall’Associazione Trentino con Balcani hanno interagito, attraverso esempi concreti e teoria, membri dell’accademia, del non-profit, del profit e delle istituzioni.
La sessione ha cercato di rispondere all’attuale e ancora inesplorata domanda: è possibile fare cooperazione anche attraverso le imprese?
Dalla discussione sono emerse alcune condizioni imprescindibili per una fattiva collaborazione tra enti con finalità di lucro e enti non-profit, tra cui:
• la necessità di darsi un metodo di intervento condiviso,
• la necessità di pensarsi di sistema nell’intervento,
• la necessità di lavorare su un linguaggio comune e di trovare punti di incontro che siano chiari e condivisi dai diversi soggetti coinvolti.
Dimensioni quali: strumenti adeguati alla collaborazione, accesso al credito, partecipazione ai bandi, partnership e condivisione di responsabilità tra imprese, istituzione e territorio sono alcuni dei temi chiave che necessitano di essere esplorati in futuro per garantire la riuscita della collaborazione.
È emersa infine la necessità di intensificare l’interazione tra profit e no-profit, oltre che di favorire l’inclusione di un maggior numero di soggetti da entrambe le parti.

Il Convegno CUCS

(tratto dal sito)

Il 6° convegno della rete CUCS (Coordinamento Universitario per la Cooperazione allo Sviluppo, rete che conta 30 atenei italiani) è organizzato congiuntamente dall’Università degli Studi di Trento e dal Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento.

Il Convegno CUCS nasce a partire dal mondo accademico, con una particolare attenzione ai giovani e agli studenti, per rivolgersi a tutti gli attori della cooperazione internazionale.

Scopo della 6° edizione è facilitare la costruzione di reti, lo scambio reciproco, la sintesi di esperienze e concetti, lo sviluppo dell’innovazione.

Il tema di quest’anno trae spunto dalla continua evoluzione ed allargamento del concetto e della pratica della cooperazione allo sviluppo, a partire da uno sguardo che mette al centro la cittadinanza, nelle sue accezioni locale e globale, e la gestione dei beni comuni, questioni antiche che le dinamiche globali attuali e future pongono continuamente come nodi critici ed opportunità dello sviluppo sostenibile.

Cittadinanza come insieme di relazioni, fra attori del territorio, i soggetti istituzionali, organismi profit e non profit e mondo della ricerca, sfida per l’integrazione e l’inclusione, secondo le priorità dell’empowerment e dell’ownership a livello locale, chiavi per coniugare sicurezza e sostenibilità.

Beni comuni come risorse naturali e culturali, un ambiente complesso da tutelare e valorizzare, secondo una logica di bilanciamento dei poteri che consenta di affrontare e superare le disuguaglianze e gestire conflitti e disparità, anch’essi nodi cruciali per la sostenibilità nella lotta alla povertà e nell’utilizzo delle risorse.

Le università, insieme a tutti gli attori della cooperazione allo sviluppo, intendono sempre più rinforzare il dialogo e il confronto in una logica di co-progettazione e condivisione dei saperi per poter promuovere e implementare strategie, politiche, azioni a partire dai tre pilastri della propria missione: ricerca, formazione, knowsharing, contribuendo a “rinforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile”.