IL CAFFE’ DEI BALCANI

Print Friendly, PDF & Email

In questo articolo abbiamo deciso di parlare di Balcani attraverso un elemento che li accomuna: il caffè.

Nonostante le divisioni causate dai conflitti balcanici, il rito del caffè rimane un elemento accomunante. Non c’è Paese nei Balcani, infatti, dove il caffè non rappresenti ancora un importate rito. Il caffè si prende seduti, mai al banco. Davanti ad un caffè ci si prende il tempo: è un momento per pensare, condividere, trovare nuove idee, chiacchierare, ma anche per discutere di cose importanti. Il caffè nei Balcani, che sia un espresso o un caffè turco, si prende con calma, in compagnia, ad ogni ora della giornata.

Eh sì, … che sia un espresso o un caffè turco. Perché l’espresso, e lo diciamo da italiani amanti del caffè, è molto buono anche in molti bar balcanici. Certamente più particolare è il caffè turco. La tradizione del caffè turco è antichissima (ha circa cinque secoli) e unica per via del suo processo di preparazione. Esportata in diversi paesi ex-territori ottomani, tra cui i Balcani, è stato naturalizzato e viene ora definito “caffè turco” in Croazia (turska kava), in Albania e Kosovo (kafe turke) in Macedonia (tursko kafe) e in Slovenia (Turška kava), “caffè bosniaco” in Bosnia Erzegovina (bosanska kava), “caffè di casa” in Serbia (domača kafa). Molto più spesso viene chiamato semplicemente “caffè”. A sottolineare l’importanza culturale di questa bevanda, è anche il recente inserimento del caffè turco nella lista dei beni immateriali tutelati dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

Il caffè turco viene preparato in un bricchetto solitamente di rame. Definito voluttuoso, nero, forte, dolce, sensuale, da poeti e ambasciatori, il caffè scivola sciropposo nella tazzina, che dovrebbe essere di porcellana avvolta da un rivestimento d’ottone, e forma in superficie tante bollicine. Prima di berlo, necessita di qualche minuto di decantazione, perché la polvere si depositi sul fondo della tazzina. Il deposito assume forme particolari che tradizionalmente vengono lette e raccontano passato e futuro, di amori e danaro in arrivo, di salute o malocchio: questa pratica è definita caffeomanzia. Il caffè turco viene servito con un bicchiere d’acqua, per rinfrescare la bocca prima della degustazione e con un biscottino, o un cioccolatino, o una caramella o un lokum.

Abbiamo pensato che questo set da caffè turco, acquistato nel cuore di Sarajevo, potesse essere una buona occasione per cimentarsi nella sua preparazione e degustazione, e, come nei Balcani, una buona occasione per cercare un’ispirazione, un’idea per la prossima illustrazione, storia o personaggio.

Come preparare il caffè

Secondo una ricetta,
per preparare il caffè, riempi il bricchetto d’acqua,
aggiungi a piacere le spezie (zucchero, cannella, cardamomo) e mettilo sul fuoco.
Prima del bollore, aggiungi il caffè e mescola la miscela.
Al primo bollore, togli la caffettiera dal fuoco,
e metti nelle tazzine la densa schiuma che si è formata.
Rimetti il bricchetto sul fuoco, e a bollore,
togli nuovamente la caffettiera dal fuoco, e metti nelle tazzine la schiuma.
Rimetti per l’ultima volta il bricchetto sul fuoco
e continua a mescolare finché non tornerà a bollire.
A questo punto, versa il caffè!

Secondo un’altra ricetta,
fai bollire dell’acqua in un pentolino a parte
e prepara nel bricchetto la polvere di caffè con spezie e/o zucchero.
Quando bolle, versa l’acqua nel bricchetto
e dopo aver mescolato per bene, riporta a bollore prima di versare.

Buona ispirazione!

“…il rito misterioso del caffè

che va centellinato sul divano…”

Paolo Rumiz