IL DIRITTO DI PARTECIPARE

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20 novembre 2015, Pejë/Peć – Anche quest’anno l’Associazione Trentino con i Balcani ha promosso, in collaborazione con la Municipalità di Pejë/Peć, una conferenza in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia, che ricorre nel 26° anniversario dell’approvazione da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU sulla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La conferenza dal titolo Peja – Città amica dei bambini, attraverso i vari interventi ospitati, ha voluto lanciare una sfida ed aprire un percorso che renda Pejë/Peć città sempre più vicina ai bisogni e ai diritti dei bambini.
La conferenza si apre con i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio della Municipalità di Pejë/Peć, Islam Husaj, che dopo una prima introduzione della Dichiarazione dei diritti del fanciullo, ricorda che la costituzione del Kosovo fa propri questi principi e rimarca l’impegno della Municipalità nel rispetto degli stessi. A seguire, i ringraziamenti e i saluti della presidente Laura Bettini, che colloca i diritti del fanciullo nell’ambito della dichiarazione universale dei diritti umani e ricorda l’esempio di Malala, la ragazza pachistana, che ha subito un attentato per il suo impegno nell’affermazione dei diritti civili e in particolare del diritto all’istruzione di tutte le bambine nel contesto di un paese islamico. Impegnarsi per i diritti umani vuol dire in definitiva declinare ad esempio la politica locale in termini di sostenibilità ambientale, economica, della vivibilità e del ben-essere in una convergenza tra sviluppo e solidarietà. In una parola orientare le scelte nell’ottica delle relazioni positive, della convivialità, della pace.
Segue l’intervento di Massimiliano Pilati, presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani. Il presidente pone l’accento sul diritto alla partecipazione, facendo riferimento ad un workshop sul tema che per 3 giorni ha impegnato alcuni studenti del Ginnasio Bedri Pejani, impegno che ha positivamente stupito per la partecipazione e l’impegno riscontrati tra i giovani studenti nel discutere questa tematica.
La Dirigente dell’Istituto Comprensivo Aldeno e Mattarello, Antonietta Decarli, sottolinea che la Dichiarazione “rappresenta le fondamenta per la costruzione di una città amica dei bambini e della bambine, il presupposto per fare di una città, di un territorio una comunità educante”. La collega Danila Buffoni, presidente dell’Associazione Docenti Senza Frontiere, racconta il progetto Anche a Shtat Shtatori…tutti a scuola promosso dalle associazioni ATB e DSF e dalla scuola Xhemail Kada di Pejë/Peć, evidenziando come le attività del progetto mirino a sostenere processi di inclusione e partecipazione attiva di tutti gli studenti della scuola, a sostegno, tra il resto, di processi di rafforzamento del senso di comunità, a favore di una città sempre più amica dei bambini. Interviene a seguito il direttore della scuola di Xhemail Kada, Niman Alia, che racconta come e attraverso quali attività il progetto viene implementato a scuola, sottolineando i passi fatti dall’istituto scolastico in direzione di un’attenzione sempre maggiore verso i diritti dei bambini.
Prende quindi la parola l’Assessore all’educazione della Municipalità di Pejë/Peć, Besim Avdimetaj, che nel mese di ottobre ha partecipato alla visita studio organizzata in Trentino rientrante nel progetto Anche a Shtat Shtatori…tutti a scuola. L’Assessore ribadisce l’importanza di fare di Pejë/Peć una città amica dei bambini, impegnandosi a fornire un supporto istituzionale a questo importante processo.
Interviene infine Vllaznim Krasniqi, dell’associazione Iniziativa per la Pace e l’Unità, NPU. NPU è un’associazione di giovani che collabora ormai da molti anni con ATB nell’organizzazione e realizzazione dei campi estivi presso la scuola del quartiere di Shtat Shtatori. L’associazione, in collaborazione con l’associazione Save the children, per il prossimo anno si occuperà di un progetto il cui obiettivo consiste nel costruire l’anagrafe di alcune scuole frequentate da bambini appartenenti alle minoranze, che spesso non risultano registrati. Vllaznim Krasniqi sottolinea in conclusione l’importanza per i volontari di NPU dell’esperienza fatta durante i campi estivi, sia in passato che durante l’ultimo organizzato in collaborazione con ATB e DSF nel 2015.
È Maurizio Camin, direttore dell’Associazione Trentino con i Balcani a chiudere la conferenza riprendendo gli interventi di tutti gli speaker. Maurizio Camin ribadisce l’importanza di costruire una città amica dei bambini attraverso reali e concrete azioni, riferendosi in particolare alla scuola di Shtat Shtatori, che da anni lavora con ATB, ricorda il ruolo determinante dei processi di partecipazioni come quello stimolato attraverso il’workshop organizzato presso il Ginnasio Bedri Pejani. Nell’ottica di rendere Pejë/Peć città sempre più amica dei bambini, il direttore riprende l’invito della presidente Laura Bettini rivolto alla Municipalità, ovvero quello di pensare la progettazione comunale e il budget basandosi su un minimo comun denominatore costruito su indicatori e parametri che tengano conto della partecipazione del mondo giovanile, che assicurino concretamente sia il rispetto dei diritti del bambino e del fanciullo che la reale partecipazione del mondo dei giovani.

La conferenza ha riunito gli interventi di attori pejani e trentini che attraverso progetti e relazioni contribuiscono ormai da molti anni a sostenere processi di supporto, attenzione e partecipazione dei bambini e dei giovani della comunità, finalizzati a rendere Pejë/Peć città concretamente amica dei bambini. A questo è stata dedicata questa giornata dei Diritti del fanciullo che per ATB, ma anche per Pejë/Peć è ormai anche la giornata in ricordo di Rossana.

Kosovo, Paese di giovani
Il Kosovo è il paese più giovane d’Europa. Con una popolazione di 1.780.000 abitanti, in Kosovo l’età media della popolazione è di 30,2 anni e circa il 40% della popolazione ha meno di 18 anni. Le politiche sull’infanzia e l’adolescenza hanno quindi un impatto molto esteso sulla popolazione. Sebbene il Paese stia vivendo una fase di sviluppo, anche nei settori della protezione dei diritti dei minori e dell’educazione, alcuni problemi persistono e l’Unione Europea . Nel campo dell’educazione pre-scolare il Kosovo denota la frequenza più bassa a livello europeo e la percentuale scende ulteriormente nel caso dei bambini appartenenti alle fasce sociali più svantaggiate, di bambini appartenenti alle minoranze e di bambini con disabilità. Rilevante è inoltre il fenomeno del drop-out scolastico, soprattutto tra le classi più svantaggiate. Per quanto riguarda il settore della protezione dei diritti dei minori, il progress report dell’Unione Europea sottolinea la necessità di rafforzare, da un lato, i servizi di protezione dei diritti dei fanciulli e dall’altro i meccanismi di coordinamento e gestione di tali servizi. casi di violazione di tali diritti protezione di coordinamento, per aiutare a prevenire e proteggere i bambini da ogni forma di violenza, con particolare attenzione alle categorie più disagiate.

Il 20 novembre al Centro per una vita indipendente e alla scuola Xhemail Kada
La conferenza del 20 novembre è arrivata a chiusura di una giornata di altri eventi in occasione della Dichiarazione dei diritti del fanciullo e dell’adolescente. Alla scuola Xhemail Kada è stata organizzata una giornata di porte aperte in collaborazione con DSF, con invito ai familiari dei bambini, per raccontare le fiabe che verranno riprese dalle attività del progetto Anche a Shtat Shtatore…tutti a scuola!. Anche al Centro per una vita indipendente, il centro per disabili che da anni collabora con ATB, la mattinata è stata festeggiata in modo particolare. Nel soleggiato spazio davanti al centro, gli utenti del centro hanno esposto i prodotti che hanno creato durante l’anno. Sono seguiti momenti di musica e ballo. La direttrice, Fitore Haxhihasani, ha accolto gli ospiti trentini e ha raccontato il Centro e le sue attività. Nella mattinata si è tenuto infine un workshop al ginnasio Bedri Pejani.

Workshop al Ginnasio Bedri Pejani
ATB ha organizzato per le giornate di mercoledì, giovedì e venerdì 18, 19 e 20 novembre un workshop di tre giorni con alcuni studenti del Ginnasio Bedri Pejani di Pejë/Peć. Il workshop, coordinato da Maurizio Camin, mirava a discutere con i giovani il tema della partecipazione giovanile. Progetto riuscito, considerando l’enorme partecipazione riscontrata tra i giovani partecipanti. Durante il primo incontro la discussione si è focalizzata sul concetto stesso di partecipazione e sulle sue declinazioni nella vita dei giovani presenti, a parer loro poco ascoltati dagli adulti e dalla società in cui vivono. La seconda giornata di lavoro ha introdotto la Dichiarazione dei diritti del Fanciullo e dell’Adolescente ed elementi più tecnici rispetto alla partecipazione che viene analizzata attraverso lo strumento della scala di partecipazione di Hart. Compito dei ragazzi, divisi in gruppi, è stato quello di scrivere il 55° articolo della Dichiarazione esattamente sul tema della partecipazione ovvero “É presente un diritto alla partecipazione in questa Dichiarazione?”.
Durante l’ultimo incontro, a cui ha partecipato anche Massimiliano Pilati, i partecipanti sono stati nuovamente divisi in gruppi per simulare la presentazione e possibile accettazione dell’articolo 55 alla Corte. I giovani partecipanti si sono immedesimati nella parte in maniera esemplare, rendendo la simulazione particolarmente interessante e di effetto enfatizzando l’importanza dell’ascoltare i giovani, che se interessati possono produrre dei lavori di spessore.
Il percorso è stato chiuso con la consegna dei diplomi e la proposta di continuare questo percorso.

Anche a Shtat Shtatore…tutti a scuola!
Anche a Shtat Shtatore…tutti a scuola! è il progetto promosso da Docenti Senza Frontiere, in collaborazione con ATB e con il contributo della Provincia Autonoma di Trento che mira a favorire la diminuzione dell’abbandono scolastico e i processi di inclusione sociale degli alunni della scuola Xhemail Kada di Pejë/Peć, sostenendo e rafforzando l’attività didattica degli insegnanti della scuola. Finalità del progetto è di ridurre i fenomeni di segregazione e di dispersione scolastica, fornendo strumenti didattici e operativi che permettano di aggiornare l’offerta educativa della scuola e di favorire l’inclusione e la motivazione degli alunni più emarginati per condizione socio-economica e abitativa.
Il progetto è partito con il Campo Estivo 2015 realizzato presso la scuola di Xhemail Kada. Il campo ha coinvolto 6 Docenti Senza Frontiere, 20 giovani dell’associazione NPU, 10 giovani della Cooperativa Arianna di Trento e 150 bambini tra i 6 e i 15 anni che hanno preso parte alle attività. Alle mattinate organizzate alla scuola seguiva nel pomeriggio un percorso di formazione per i giovani volontari e di organizzazione delle attività con le docenti italiane.
Ad ottobre ha avuto luogo uno scambio formativo in Trentino che ha coinvolto 4 insegnanti kosovari della scuola Xhemail Kada, il Direttore della scuola e l’Assessore all’eduzione della Municipalità di Pejë/Peć e 4 giovani youth workers di NPU.
Questi momenti formativi miravano a fornire le competenze e le basi per la creazione di strumenti utili all’inclusione scolastica, all’incontro costruttivo tra le culture e di comprensione dell’ “altro” come ad esempio l’utilizzo dello strumento della fiaba, già utilizzata in alcuni contesti italiani, per favorire la creazione di occasioni di incontro e riflessione sulle differenze intese non come elementi di separazione ma di ponte tra culture diverse. L’importante percorso formativo ha ospitato incontri con esperti nel settore dell’educazione globale e dell’inclusione scolastica quali il prof. Vinicio Ongini (MIUR), la prof.ssa Danila Zanotelli (Istituto Comprensivo Aldeno Mattarello), il prof. Federico Batini (Università di Perugia) e la prof.ssa Angela Maltoni (Università di Genova) e incontri istituzionali con realtà trentine collegate al fenomeno in oggetto alla visita.
In occasione della visita di alcuni DSF in Kosovo per la conferenza del 20 novembre, sono stati organizzati degli incontri di aggiornamento rispetto all’andamento del progetto e alla raccolta di fiabe e sono stati definiti i prossimi step per la creazione di un libretto di fiabe che verrà utilizzato sia nelle scuole di Pejë/Peć che in quelle trentine.
Nell’ottica di dare continuità alla formazione degli insegnanti e agli interventi rivolte ai bambini e ai ragazzi più svantaggiati, verrà organizzato un ulteriore campo estivo nel 2016.

Per concludere, su invito della presidente Laura Bettini, riportiamo una citazione di Eleanor Roosevelt

Dove cominciano i diritti umani universali? In posti piccoli, vicini a casa: il quartiere in cui vive, la scuola che frequenta, la fabbrica, il campo o l’ufficio in cui lavora. Sono questi i posti in cui ogni uomo, ogni donna, ogni bambino cerca una giustizia equa, pari opportunità, uguale dignità senza discriminazioni. Se questi diritti non significano niente là, significheranno ben poco ovunque.